Rimedi per i disturbi della sfera emotiva più comuni:
-
ansia e stress.
Per combattere gli stati d’ansia e di tensione nervosa, sono indicate essenze rilassanti quali lavanda, camomilla blu e melissa; -
insonnia.
Anche l’insonnia può derivare da una particolare forma di ansia che non ci permette di rilassarci al punto da favorire il sonno. In questi casi lavanda, camomilla blu e salvia sclarea sono particolarmente indicate per le loro proprietà sedative naturali; -
depressione.
In presenza di stati di depressione o fiacchezza emotiva essenze stimolanti ed energizzanti possono essere un valido aiuto, come gli oli essenziali di basilico, bergamotto, elicriso o arancio dolce.
Come assumerle?
- versando qualche goccia di olio essenziale sul cuscino o su un batuffolo di cotone da inserire nella federa;
- rilasciando qualche goccia diluita in olio vegetale sulla pelle nella zona di mani e piedi e massaggiando;
- aggiungendo qualche goccia ad un bel bagno caldo prima di andare a letto.
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Come ormai avrete immaginato, è impossibile indicare tutte le proprietà di tutti gli oli essenziali che esistono perché sono davvero tante!
Per queste ragioni, nella tabella qua sotto troverete una guida alle proprietà principali degli oli essenziali più comuni, in modo da avere un’indicazione introduttiva al mondo dell’aromaterapia e capire meglio come agiscono questi oli sul nostro organismo.
| Prodotto | Azione |
|---|---|
| ACHILLEA |
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| ANETO |
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| ARANCIO DOLCE |
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| BASILICO |
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| BERGAMOTTO |
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| CAMOMILLA |
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| CAROTA SELVATICA |
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| ELICRISO |
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| FINOCCHIO DOLCE |
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| ISSOPO |
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| LAVANDA VERA |
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| MELISSA |
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| MENTA PIPERITA |
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| PATCHOULI |
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| ROSMARINO |
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| SALVIA OFFICINALIS |
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| SALVIA SCLAREA |
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| TIMO |
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| VERBENA ODOROSA |
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4. Gli oli essenziali in veterinaria
Lo sapevate che gli oli essenziali hanno effetti benefici non solo sull’uomo ma anche sui nostri amici a 4 zampe?
Gli oli essenziali infatti vengono utilizzati in modo efficace anche in veterinaria per contrastare parassiti, stanchezza, apatia, depressione, eczemi, pelo opaco, ferite, irrequietezza, allergie, micosi, stress, disturbi respiratori e digerenti…
Per i cani possiamo strofinarli direttamente sul pelo con un bel massaggio (sempre aggiungendo qualche goccia diluita in olio vettore). Per i gatti invece, che non amano sostanze oleose sulla pelliccia, si possono usare in diffusione nell’ambiente.
5. Effetti collaterali e controindicazioni: gli oli essenziali possono essere tossici?
Come per tutte le cose, quando se ne abusa, se si assumono in maniera errata e se non ci si confronta con degli esperti (qualora necessario), anche gli oli essenziali possono dare effetti indesiderati.
Non cadiamo nell’errore di credere che, siccome gli oli essenziali sono completamente naturali, allora non possono essere dannosi se assunti in modo scorretto.
In primo luogo è molto importante che acquistiate oli essenziali di qualità accertata. Gli oli sintetici sono certamente molto più economici, ma hanno formulazioni scadenti e dannose.
Anche nella cosmesi, alcuni oli essenziali sono sconsigliati nel periodo estivo perché fotosensibilizzanti (in pratica calore e luce del sole alterano la composizione della sostanza).
Come evitare quindi effetti indesiderati?
Iniziamo con una rassicurazione: l’utilizzo di oli essenziali in aromaterapia (quindi tramite inalazione) di norma non ha controindicazioni.
Però ricordiamo sempre che non siamo tutti uguali quindi, se state per utilizzare un olio essenziale che non avete mai provato (soprattutto a contatto con la cute), fate un test preventivo, applicando una goccia di prodotto su una piccola porzione di pelle: in questo modo potrete verificare se quello specifico olio essenziale vi genera allergia.
Un’attenzione particolare invece deve essere prestata in caso di assunzione per via orale perché non tutti gli oli essenziali sono adatti ad essere ingeriti.
In questi casi vi consigliamo caldamente di richiedere il parere di un medico: alcuni oli essenziali puri possono essere irritanti e molto aggressivi, o addirittura tossici.
Infine, in caso di gravidanza e allattamento, e con i bambini di età inferiore ai 12 anni, è sconsigliata l’assunzione di oli essenziali per via orale.
In generale rispettate sempre le dosi consigliate e, se non siete sicuri delle dosi, chiedete consiglio al vostro medico, al farmacista o all’erborista. Alcuni oli sono particolarmente irritanti se utilizzati in eccessive quantità per cui seguite sempre le indicazioni sulla confezione e all’occorrenza confrontatevi con un esperto.
6. Come si producono: le tecniche principali di estrazione
Esistono diversi metodi per estrarre gli oli essenziali dalle piante. Tra i più comuni troviamo i seguenti:
-
spremitura a freddo.
La spremitura viene applicata a numerose piante di agrumi come l’arancio, il limone, il mandarino o il bergamotto.
In questi casi l’olio essenziale si estrae dal frutto della pianta la cui buccia, essendo particolarmente dura, richiede un’estrazione a freddo tramite pressione, una spremitura appunto; -
enfleurage.
Come fa intendere il nome, si tratta di un metodo di estrazione utilizzato, soprattutto in passato, per estrarre essenze floreali (l’estrazione avviene appunto dai petali dei fiori).
La procedura richiede l’impiego di grasso purificato che, grazie alla sua particolare caratteristica di trattenere gli odori, cattura l’aroma della pianta. Quando il grasso è saturo di profumo viene poi sciolto con dell’alcol e da questo composto si estrae l’olio essenziale; -
estrazione con uso di solventi.
Tipicamente impiegata con piante che non resistono bene al calore, come il gelsomino, questa tecnica prevede l’utilizzo di un solvente che messo a contatto con la parte della pianta in cui risiedono gli oli essenziali (in gergo detta “droga”), permette il rilascio dell’olio essenziale, in seguito separato dal solvente tramite evaporazione; -
distillazione in corrente di vapore (acqueo).
Questo è il metodo più utilizzato perché permette di estrarre oli essenziali di altissima qualità dalla maggior parte delle piante.
Per evitare che gli oli nella pianta subiscano alterazioni, questa tecnica richiede l’utilizzo di piante fresche. Si tratta di un processo molto laborioso: per estrarre pochi ml di oli puri è richiesto l’impiego di una grande quantità di droga. Ad esempio, per estrarre 1 solo ml di olio essenziale di melissa occorrono circa 25 kg di foglie.
Incredibile vero?
Noi de Il Labirinto utilizziamo proprio questo metodo di estrazione, seguendo procedure artigianali antichissime che affondano le loro radici nella nostra storia.
Ma come si svolge l’estrazione?
Con la distillazione si porta ad ebollizione l’acqua, il cui vapore attraversa piante e fiori per estrarne i principi attivi, i quali poi passano quindi dallo stato gassoso a quello liquido attraverso una serpentina appositamente raffreddata, alla cui estremità è posto un recipiente nel quale vengono custoditi i preziosi principi attivi estratti.
Durante il processo di distillazione si creano due differenti prodotti: il primo è l’olio essenziale, un concentrato delle proprietà e dei principi attivi contenuti nel fiore e nella pianta, mentre il secondo è l’idrolato, il quale presenta tutte le proprietà idrosolubili contenute nelle piante e nei fiori, insieme ad una percentuale (seppur modesta) di olio essenziale, ma rispetto a quest'ultimo risulta meno concentrato e per questo possiede una densità specifica differente.
Di fatto, durante la fase di distillazione gli oli essenziali “galleggiano” nel contenitore, mentre l’idrolato si raccoglie nello spazio sottostante, in modo complementare rispetto agli oli essenziali.
Questa differenza visiva si ritrova poi anche nell’utilizzo dei due prodotti.
L’olio essenziale, infatti, nell'utilizzo viene diluito attraverso un olio vettore poiché molto intenso sia dal punto di vista percettivo che per quanto riguarda le sue proprietà benefiche.
L’idrolato, invece, proprio per via della sua minor concentrazione di oli essenziali, si presta ad un utilizzo più sicuro e diffuso, dalla cosmesi come ingrediente principale di shampoo e creme all’uso alimentare per insaporire un piatto gourmet o una calda tisana.
Quindi sia gli oli essenziali che gli idrolati sono prodotti naturali, utili al benessere e alla cura di sé, che trovano nelle medesime piante la loro origine, mentre ciò che li differenzia è il processo d’estrazione e la destinazione d’uso.
7. Gli oli essenziali scadono? Come si conservano?
Gli oli essenziali, ormai immaginiamo sia abbastanza evidente, non sono tutti uguali. Ognuno ha particolari caratteristiche che influiscono anche sul loro tempo di deperimento.
In generale però, se tenuti ben chiusi (perché facili all’evaporazione), lontani da fonti di calore (perché infiammabili), in flaconi dal vetro scuro e lontani dalla luce solare, possono conservarsi anche per anni senza che le loro proprietà vengano intaccate.
Un’attenzione particolare va riservata invece agli oli essenziali derivati dagli agrumi. Questi oli (arancio, bergamotto, limone, ecc.), essendo prodotti con la tecnica della spremitura a freddo, hanno una scadenza più ravvicinata poiché dopo 1-2 anni tendono ad alterarsi.
8. Come selezionare gli oli essenziali migliori
Distinguere tra un’azienda serie ed una dai prodotti scadenti non è sempre semplicissimo.
Potrà sembrare banale ma, un modo per distinguere un buon olio essenziale da uno scadente, è spesso il prezzo.
Sì è banale ma se ci ragioniamo è perfettamente sensato.
L’estrazione è un processo molto complicato che richiede una grande competenza ma anche tanto lavoro e una quantità elevata di materia prima. Per questo motivo un produttore, come nel caso della nostra azienda agricola, per fornire un prodotto puro e naturale al 100% dovrà affrontare costi onerosi.
Questo è il principale motivo per cui molte aziende poco serie, spacciandoli per oli puri, vendono prodotti che non sono altro che essenze sintetiche o diluite, oppure ancora oli estratti con solventi.
Dunque, fate attenzione!
La qualità di un olio essenziale inoltre dipende molto anche dall’esperienza dell’agricoltore. È importante infatti procedere alla raccolta quando le piante sono nel loro periodo balsamico, ovvero quel momento della loro vita in cui la concentrazione di principi aromatici è al massimo: solo così si può ottenere un prodotto qualitativamente eccellente.
Nell’azienda agricola del Labirinto ogni prodotto nasce nei campi quando, dopo la semina e l’attenta messa a dimora di alcune piante selezionate per qualità e proprietà superiori, il colore dei fiori sovrasta il verde circostante e nell’aria estiva si sprigiona un aroma balsamico dalle note intense.
Solo allora ha inizio la raccolta, la quale avviene rigorosamente a mano, in armonia con tutto il processo di crescita e sviluppo delle piante.
Una volta raccolte queste ultime e i loro fiori, ha inizio la vera e propria magia per la creazione degli oli essenziali.
Quindi come identificare gli oli migliori?
Ecco alcuni elementi alla portata di tutti da prendere in considerazione quando ci si appresta a scegliere un prodotto:
- presenza della zona di produzione sulla confezione;
- indicazione del produttore;
- presenza del nome botanico sull’etichetta;
- origine delle piante utilizzate.
È veramente importante che scegliate prodotti che siano al 100% naturali, perché questi poi verranno a contatto con la cute o respirati attraverso le mucose, o anche ingeriti, dunque un prodotto di bassa qualità può portare a rischi concreti per la salute.
Per questo Il Labirinto ha scelto di prendersi cura dei suoi campi senza utilizzare alcun prodotto di sintesi, nemmeno quelli previsti dal disciplinare del biologico. Con la stessa attenzione seguiamo il processo di creazione dei nostri oli essenziali: tutti realizzati in modo artigianale e nel rispetto della generosità delle piante e dell’ambiente che ci circonda.
